martedì 12 luglio 2011

I guardiani del destino - passatempo di buona qualità

Il genio letterario di Philip K. Dick continua da decenni a fornire materiale per trasposizioni cinematografiche delle sue opere di fantascienza e noi, amanti del genere, non possiamo che essere grati agli sceneggiatori americani che ne prendono spunto per regalarci un po' di sano divertimento.
I puristi del libro/racconto trasposto fedelmente su grande schermo forse non saranno contenti di questo adattamento di "Squadra riparazioni" (Adjustment Team), che del racconto originale prende le idee di fondo, ma molto rielabora concedendosi numerose libertà.
Quando si tratta di Dick, però, non starei tanto a criticare lo stile hollywoodiano di reinterpretare di sana pianta i soggetti del grande scrittore (molto spesso visionarie ossessioni per la realtà "altra", la cospirazione dei "piani alti" e l'ingerenza di questi ultimi nella vita dell'impotente cittadino).
Il cult movie "Blade Runner", pietra miliare nella storia del cinema di SF e del cinema in generale, non sarebbe stato il capolavoro universalmente noto che è se avesse seguito pedissequamente le pagine del romanzo originale: "Do Androids Dream of Electric Sheep?"...
Non che questo precedente basti a giustificare ogni stravolgimento (anche perché non tutti sono riusciti come nel masterpiece di Ridley Scott), ma di sicuro la dice lunga sul fatto che gli americani sanno il fatto loro quando si tratta di rendere fluido, godibile e spettacolare uno show, senza per questo rinunciare alla qualità delle idee da cui lo show prende vita.

Così avviene in questo "I guardiani del destino", consigliatissimo per passare 106 minuti di gustoso relax al fresco della sala cinematografica.
Comodamente seduti in poltrona, godiamoci le corse mozzafiato
dei protagonisti per le belle vie di Manhattan.
Da un lato, vediamo sfrecciare il bravo Matt Damon - credibile anche in versione romantica e alle prese con una questione di libero arbitrio - che tenta di scappare dal disegno divino e cerca di riacciuffare il proprio destino che sembra sfuggirgli dalle mani.
Dall'altro, schizzano gli eleganti inseguitori che lavorano alacremente per mandare a posto tutti i tasselli nel "grande mosaico del fato".
L'adrenalina fa il suo dovere alternandosi ai momenti di riflessione, sparsi in giusta dose e senza mai risultare pesanti, grazie alla sceneggiatura brillante e bene interpretata e ad una buona confezione nel complesso.
Menzione d'onore, infine, ai due plagi di altissimo livello sul fronte di effetti speciali/trovate narrative: la sofisticata riedizione della Mappa del Malandrino di "Harry Potter" che qui troviamo in versione Libro del Destino, e le Porte 'Magiche' di "Monsters & Co." ugualmente usate come scorciatoia logistico-dimensionale.
Buona visione.
Pubblicato anche su MyMovies.it

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